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IL DECRETO 69/2013 DEL 20-06-2013, G.U. N.194 DEL 20-08-2013

Sulla G.U. n. 194 del 20 agosto 2013, S.O. n. 63, è stata pubblicata la Legge 9 agosto 2013 n. 98 con la quale viene convertito, con alcune modifiche, il D.L. n. 69/2013, cosiddetto “decreto del fare”, che, relativamente alla sicurezza sul lavoro, apporta alcune modifiche, anche significative ma soprattutto riteniamo semplificative, al D.Lgs. 81/08 come era stato già ampiamente modificato. Le modifiche che interessano la sicurezza sul lavoro sono riportate nell’art. 32 del DL 69/2013 e interessano ben quindici articoli del D.Lgs. 81/08 smi.



Riteniamo utile evidenziare alcune nostre considerazioni, cercando di semplificare in pochi punti e rimandando al completo testo del DL per un opportuno approfondimento.



1. La prima modifica va esaminata attentamente. Riguarda la sostituzione del comma 12bis dell’art. 3 del D.Lgs. 81/08 smi che amplia i soggetti a cui va applicata la norma dell’art. 21, sempre dell’81 (riferita ai componenti dell’impresa familiare ed ai lavoratori autonomi, ecc.) fino a giungere ai soggetti che prestano attività, “spontaneamente e a titolo gratuito” a favore delle associazioni di promozione sociale, includendo anche specificatamente le associazioni sportive dilettantistiche.

Ciò non significa che non devono essere applicate le norme sulla sicurezza del lavoro. Tuttaltro! Le modalità di attuazione della tutela di chi presta l’attività va in parte concordata tra i soggetti interessati e le associazioni, che rappresentano il datore di lavoro. Resta fermo l’obbligo di quest’ultimo di fornire all’addetto “dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti” e “sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate”. Naturalmente il datore di lavoro del caso è tenuto ad adottare le misure di sicurezza necessarie.

La disposizione semplifica l’attività delle “associazioni” in materia di sicurezza, ma non esclude l’adozione delle misure necessarie per la tutela e non esclude l’uso di attrezzature conformi e dei DPI necessari. Tali soggetti che prestano attività devono ricevere le necessarie informazioni ed aggiungiamo, come nostra interpretazione, devono dimostrare di aver ricevuto la formazione in materia di sicurezza sul lavoro in merito all’attività svolta, anche se tale indicazione è una “facoltà” degli addetti, pur restando un obbligo per il datore di lavoro.

Non solo, i soggetti possono usufruire anche della Sorveglianza Sanitaria.

Stiamo riferendoci ai “soggetti che prestano la propria attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese”.  In una Associazione Sportiva Dilettantistica, per esempio, ci sono soggetti che rientrano in tali situazioni ed altri che rientrano in una sfera più ampia. Il settore dei soggetti che esplicano attività in tali Associazioni deve essere ben esaminato, perché può influire sulla modalità di applicazione delle misure di sicurezza.

Resta fermo il concetto di tutela di tutti i soggetti che prestano attività lavorativa

Si potrebbe continuare nel dettagliare gli obblighi, anche penali, che comunque rimangono a carico del datore di lavoro.

Riteniamo che, alla fine, se ben interpretata, la facilitazione è relativa solo al fatto che il numero degli addetti non contribuisce a far nascere incombenze specifiche relative al numero totale di addetti. In poche parole gli addetti, in tali casi, come abitualmente si dice, non fanno numero per le altre incombenze.

Il rappresentante legale dell’Associazione, ovvero spesso e quasi sempre, il presidente pro-tempore, rimane ugualmente soggetto a tutte le altre incombenze, che consigliamo di applicare ed indicare per scritto, nei modi, anche semplificativi, consentiti.


2. La modifica relativa alla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro impone di discutere, anziché subito definire, i provvedimenti da prendere in materia e quindi per gli addetti alla praticità interessa limitatamente.


3. La modifica dei commi 3 e 3bis dell’art.26 del D.Lgs. 81/08 smi risulta significativa e facilitativa.

In caso di appalti la disposizione modificativa offre un’alternativa alla redazione del documento in merito alle interferenze, cosiddetto DUVRI, con l’indicazione di “un proprio incaricato” come cooperatore e coordinatore in merito. Naturalmente tale soggetto deve essere in “possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche”. Se si dovesse invece redigere il documento (DUVRI) esso dovrà essere allegato al contratto di appalto. La modifica interessa i “settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali”.

Insomma al posto della redazione del documento valutazione dei rischi da interferenze si può indicare il nominativo di un proprio addetto che coordina la specifica attività. Naturalmente il coordinatore incaricato deve essere in possesso di esperienza e formazione adeguata, oltre che di altrettanto adeguato aggiornamento, dimostrati da giusta documentazione. Riteniamo che sia sufficiente un attestato di formazione in merito. Resta comunque il fatto che la redazione del DUVRI o l’indicazione del coordinatore deve avvenire all’atto del contratto di appalto e quindi prima che inizi il lavoro in appalto.

Una ulteriore modifica porta la durata dei lavori da due giorni a cinque uomini-giorno per poter ottenere l’esonero, nei casi previsti, dell’applicazione della norma sopra riportata.


Le innovazioni, alcune anche modeste ma utili, si riferiscono, oltre a quelli citati, al sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, alla stessa modalità di valutazione dei rischi per quanto attiene al cosiddetto rischio basso, alle caratteristiche tecniche che debbono possedere gli ASPP e RSPP, alla formazione dei lavoratori in genere, alle modalità di notifiche agli organi di vigilanza, in alcuni casi criticate come la segnalazione di infortuni particolari, ad alcuni obblighi dei datori di lavoro relative all’uso di attrezzature di lavoro, ai cantieri temporanei e mobili, alle misure di prevenzione da agenti cancerogeni e mutageni, alle notifiche in merito ai lavori riferiti ad amianto ed ad alcune misure di emergenza per esposizione ad agenti biologici.

Riteniamo che per le modifiche apportate non siano necessari richiami particolari, ma la giusta e necessaria lettura per essere a conoscenza delle nuove, anche semplificative, incombenze. In merito non apparteniamo a coloro che esprimono sempre critiche. Le norme vanno esaminate attentamente, ma vanno soprattutto lette e bene interpretate. Per alcuni settori, a basso rischio infortunistico, le norme modificative non indicano, come alcuni affermano, che non bisogna valutare attentamente l’attività svolta. Forniscono soltanto facilitazioni nella possibilità di redigere documenti, spesso per alcune aziende, specie piccole, complicati.


4. Relativamente ai Cantieri temporanei o mobili riteniamo opportuno richiamare l’attenzione sul fatto che viene inserito un comma all’art. 88 del D.Lgs. 81/08 smi, per il quale le norme si applicano anche “agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche”, seppure particolari esigenze dovranno essere individuate con Decreto da emettere entro il 31.12.2013.

Ovviamente ricordiamo che i decreti attuativi da emettere saranno diversi.


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